Recensioni Bedda Sicilia

Quartetto palermitano composto da Ciccio Piras (voce, chitarra, organetto, grancassa), Simona Ferrigno (percussioni, voce e danze), Virginia Maiorana (fisarmonica e voce) e Roberta Mian (violino, banjolino e voce), Le Matrioske nascono nel 2011 con l’intento di valorizzare il patrimonio immateriale della Sicilia con particolare riferimento alla tradizione musicale legata alle forme coreutiche, il tutto mettendo a frutto il diverso background artistico e formativo dei componenti del gruppo. L’intenso lavoro di ricerca sulle fonti e sul campo, li ha condotti ad ampliare man mano il loro repertorio che, ora, comprende riletture di canti polivocali, serenate, canti di sdegnu e di lavoro e melodie legate alle danze isolane, brani del repertorio bal-folk europeo e, più di recente, si è arricchito anche di composizioni originali. Parallelamente all’intensa attività live, il grupo ha dato vita a numerose iniziative didattiche con laboratori di danza e canto tradizionale realizzati sia in varie regioni italiane sia all’estero. Dopo aver debuttato nel 2015 con il disco omonimo, ritroviamo Le Matrioske con “Bedda Sicilia”, album composto da otto brani tradizionali che, nel loro insieme, compongono una grande festa a ballu che attraversa in lungo ed in largo la Sicilia. Quasi fosse un’orchestrina che accompagnava le danze nelle campagne isolane, il gruppo spazia dai balli staccati come il ballettu/tarantella, ai balli in coppia delle rote che si componevano durante le feste, per toccare gli incroci con le forme coreutiche nordeuropee che approdarono in Sicilia nell’Ottocento, assumendo forme e caratteristiche peculiari negli “allacciati” come polka e valzer. L’ascolto svela arrangiamenti curati, ben radicati nella tradizione ma nel contempo vibranti di moderna attualità nei quali il ritmo dei tamburi a cornice accompagna il dialogo tra violino, fisarmonica, chitarra ed organetto. Aperto dal trascinante crescendo della “Polka”, la cui linea melodica tracciata dall’organetto e contrappuntata dal marranzano si arricchisce con l’ingresso del ritmo scandito dal tamburo a cornice, il disco ci regala subito uno dei suoi momenti più gustosi con “Spunta lu suli” in cui un canto alla santaluciota si incrocia con un valzer fiorato del messinese, riletto in una versione colorata di suoni latin. Si prosegue verso l’area palermitana con lo scotis “Geraci Balla” per fare ritorno in provincia di Messia con la splendida versione di “Ballettu + Novena di Castanea” impreziosita dalla partecipazione di Antonio Putzu alla zampogna a paru. Si entra nel cuore della Sicilia con “Musetta”, una polka figurata tipica di Troina (En) per giungere ai piedi delle Madonie con prima con lo “Scotis di Caltavuturo” in cui spicca l’uso del banjolino, strumento tipico della tradizione isolana e, poi, con la brillante mazurka figurata “Sciatamarra”. Come tutte le feste siciliane in chiusura, si balla la “Contraddanza”, quadriglia “cummanata” dal bastuneri maestru ri ballu che guida l’andamento della danza invitando i partecipanti a dare vita a figure e giochi di coppia. Nota di colore finale la bella copertina che ritrae il murales di Santa Rosalia, patrona di Palermo, firmato da Igor Scalisi Palminteri e che coglie perfettamente il concetto di tradizione in movimento espresso da Le Matrioske. Non ci resta, dunque, che attendere il terzo album di siciliani di prossima pubblicazione che sarà, per la prima volta, composto da brani originali.

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sicilia fapage‘Bedda Sicilia’: il nuovo disco delle Matrioske racconta la tradizione e le danze siciliane